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Foto di Ryan McGuire da Pixabay

Un nuovo modello di cura per l’HIV: nasce PROGRESS-HIV

Al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma è nato PROGRESS-HIV, un progetto che segna una svolta nella gestione delle persone che vivono con l’HIV (PLWH) e di chi assume la profilassi pre-esposizione (PrEP).
Il percorso nasce con un obiettivo chiaro: rendere più semplice, accessibile e personalizzata la cura, integrando le nuove terapie long acting, cioè i farmaci a lunga durata d’azione che riducono drasticamente il numero di somministrazioni annuali.

Queste terapie rappresentano una rivoluzione silenziosa nella vita delle persone con HIV. Consentono infatti di passare da una compressa quotidiana a un’iniezione ogni due mesi, con la stessa efficacia nel mantenere la soppressione virale. Meno farmaci, meno stigma, più libertà.

Long acting: la nuova frontiera del trattamento

Le terapie long acting hanno trasformato il modo di gestire l’HIV. Si tratta di trattamenti iniettabili a rilascio prolungato che garantiscono una copertura terapeutica continua, senza l’impegno quotidiano della pillola.
Ma per funzionare davvero, come spiegano gli esperti del Gemelli, serve un nuovo modello organizzativo che accompagni le persone passo dopo passo, dal momento della selezione dei candidati fino al monitoraggio nel tempo.

“Le strategie long acting rappresentano il futuro della terapia antiretrovirale, ma perché funzionino serve un percorso dedicato. PROGRESS nasce proprio per rispondere a questa esigenza, con un modello centrato sulla persona e sulla continuità di trattamento” – spiega la Dott.ssa Simona Di Giambenedetto, Ricercatrice in Malattie Infettive dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

L’iniziativa, realizzata nell’ambito dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, diretta dal Prof. Carlo Torti, unisce innovazione terapeutica e attenzione umana, due aspetti spesso difficili da conciliare nel contesto sanitario.

Un’assistenza più vicina e flessibile

Il progetto PROGRESS-HIV si basa su un principio semplice ma rivoluzionario: mettere la persona al centro.
Gli ambulatori del Gemelli sono stati riorganizzati per offrire percorsi più personalizzati e accessibili. Oggi la UOS Ambulatorio e Day Hospital di Malattie Infettive, diretta dalla Prof.ssa Enrica Tamburrini, segue oltre 2000 persone che vivono con HIV e circa 400 che assumono la PrEP.

Sono stati istituiti quattro ambulatori specializzati:

  • Tre dedicati alle persone con HIV, con spazi per la gestione delle terapie long acting;
  • Uno dedicato alla PrEP, che offre anche counseling sulle malattie sessualmente trasmissibili (MST).

A coordinare tutto, un care manager e un team infermieristico specializzato, che garantiscono un’assistenza continua, dalla pianificazione degli appuntamenti al monitoraggio clinico.

Per chi non può recarsi fisicamente in ospedale, resta attivo il servizio di Assistenza Domiciliare (UTD), già operativo dagli anni ’90, che oggi si integra anche nella gestione delle nuove terapie long acting.

L’innovazione passa anche dall’organizzazione

Oltre alla novità clinica, PROGRESS-HIV introduce una nuova visione organizzativa della sanità: più flessibile, inclusiva e sostenibile.
Gli ambulatori del Gemelli sono stati potenziati con orari serali e nel weekend, per venire incontro a chi lavora o studia.
Dal lancio del percorso, avvenuto a settembre, i numeri parlano chiaro: le persone in terapia long acting sono passate da 60 ad aprile 2025 a 150 a fine ottobre.

È stato anche creato uno sportello dedicato, con una mail di contatto diretta — progress@policlinicogemelli.it — per richiedere informazioni, counseling o l’accesso ai servizi.

“Abbiamo voluto costruire un modello che semplifica la vita delle persone e facilita la comunicazione tra paziente e team sanitario. La risposta è stata immediata e positiva: quando si lavora sui bisogni reali, l’innovazione diventa sostenibile e condivisa”, aggiunge la Dott.ssa Di Giambenedetto.

HIV oggi: una condizione cronica, ma serve più prevenzione

Nonostante i progressi terapeutici, l’HIV resta una sfida aperta. Le diagnosi tardive sono ancora numerose, e spesso vengono perse opportunità di prevenzione.
Oggi, chi segue correttamente la terapia antiretrovirale può vivere con la stessa aspettativa di vita della popolazione generale. La terapia, infatti, non solo controlla l’infezione, ma rende il virus non trasmissibile.

“Con i farmaci long acting si interviene anche sulla qualità della vita. È fondamentale che l’organizzazione sanitaria si adatti a questa nuova realtà, offrendo percorsi flessibili, personalizzati e incentrati sulla dignità della persona” – sottolinea la Prof.ssa Tamburrini.

Verso una sanità più umana e integrata

PROGRESS-HIV rappresenta più di un progetto clinico: è un modello di cura orientato al futuro. Un sistema che riconosce l’importanza della prossimità, dell’ascolto e della personalizzazione, senza perdere di vista l’innovazione scientifica.
Nel percorso verso una sanità più umana e sostenibile, il Gemelli mostra che la tecnologia e la medicina possono davvero camminare accanto alla persona — passo dopo passo, nel segno del progresso.