
Una diagnosi di demenza non è una condanna a morte, ma è una di quelle condizioni che nessuno vorrebbe vivere, per se stessi e per quelli che ci stanno attorno. Di fatto con questo termine si tiene in considerazione un grosso cappello di patologie diverse che dovrebbero avere in comune sostanzialmente due aspetti, un declino cognitivo e l’incurabilità. Secondo un nuovo studio però, un po’ più del 10% delle diagnosi nascondo qualcosa di curabile invece.
Lo studio riguarda esclusivamente di Stati Uniti, una distinzione importante in quanto riguarda un discorso di diagnosi sbagliate, aspetto che può cambiare molto da paese a paese. I dati parlando di almeno un 13% di diagnosi che prendono i sintomi dell’encefalopatia epatica, patologia curabile, per una condizione di demenza, non curabile. La causa della suddetta un’insufficienza epatica che porta a sintomi come la demenza.
Sintomi di declino cognitivo, ma non demenza
Il danno al fegato in grado di causare sintomi simili alla demenza sono molteplici e non semplicemente ascrivibili a un abuso di alcol. L’organo può venire danneggiato dal virus dell’epatite, da livelli troppo elevati di colesterolo e in generale l’obesità, da altre patologie come il diabete, ma anche dall’eccessivo stress e dall’invecchiamento.
Le parole dei ricercatori della Virginia Commonwealth University: “Gli operatori sanitari devono essere consapevoli di questa potenziale sovrapposizione tra demenza ed encefalopatia epatica, che è curabile. Abbiamo dimostrato che l’invecchiamento aggrava le malattie epatiche non alcoliche e riducendo questo impatto, possiamo invertire il danno. Sebbene non abbiamo studiato i fattori specifici alla base di queste disparità, la mancanza di accesso alla terapia o all’assistenza medica, sia nella cura della demenza che in quella delle comorbilità, potrebbe contribuire.”








