
Per molti, l’idea di sedersi su una poltrona da dentista scatena una reazione di puro terrore. Non si tratta solo del rumore del trapano o dell’odore di disinfettante: la paura del dentista, o odontofobia, ha radici molto più profonde.
Secondo un nuovo studio condotto dall’Università norvegese di scienza e tecnologia e pubblicato su BMC Oral Health, questa fobia potrebbe avere origini in esperienze traumatiche vissute durante l’infanzia.
I ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 5.800 adolescenti, scoprendo che eventi come bullismo, abusi o il divorzio dei genitori aumentano sensibilmente la probabilità di sviluppare un’ansia intensa nei confronti delle cure odontoiatriche.
Uno studio che parte da lontano
La ricerca si basa sul Trøndelag Health Study (HUNT), uno dei censimenti sanitari più estesi e duraturi al mondo, iniziato nel 1984 in Norvegia centrale.
Il team ha confrontato i racconti di esperienze traumatiche con le valutazioni cliniche di ansia dentale in ragazzi tra i 13 e i 17 anni.
I risultati hanno mostrato un collegamento chiaro: chi aveva subito esperienze difficili da bambino mostrava una maggiore sensibilità alla vulnerabilità durante le visite odontoiatriche.
La psicologa Lena Myran, del Center for Oral Health Services and Research Mid-Norway, spiega che il vero problema non è tanto la paura dell’intervento in sé, quanto la perdita di controllo che il paziente sperimenta durante la visita.
“Per molti, il dentista rappresenta un contesto in cui si è costretti a fidarsi, a lasciarsi toccare, a non poter reagire. È una situazione di vulnerabilità che può riattivare memorie emotive di eventi passati”, afferma Myran.
Quando la bocca diventa memoria emotiva
Il corpo, e in particolare la bocca, è una delle aree più sensibili del nostro sistema nervoso.
Essere esposti a manovre invasive o a situazioni di controllo da parte di un estraneo può rievocare inconsciamente esperienze di impotenza o paura vissute nell’infanzia.
Questo spiegherebbe perché alcuni pazienti reagiscono con panico, tensione muscolare o rifiuto totale di sottoporsi a trattamenti, anche di routine.
Il fenomeno è tanto comune da essere stato riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come un problema psicologico con impatto sulla salute pubblica.
Una differenza di genere significativa
Lo studio norvegese ha rilevato anche una differenza di genere marcata: le ragazze riportano livelli di ansia dentale più alti rispetto ai coetanei maschi.
Una possibile spiegazione, secondo Myran, è che le ragazze tendano a interiorizzare maggiormente le esperienze negative e a sviluppare una maggiore sensibilità verso le situazioni di vulnerabilità corporea.
Inoltre, gli adolescenti con una storia di bullismo mostrano una percezione più forte di perdita di controllo, un elemento chiave nel vissuto di chi teme le cure odontoiatriche.
Il limite dello studio (e la sfida per la psicologia)
Gli autori sottolineano tuttavia che si tratta di uno studio trasversale, e dunque non può stabilire una relazione di causa-effetto certa.
Ciò significa che, pur esistendo una forte associazione tra traumi infantili e paura del dentista, non si può affermare che l’una provochi direttamente l’altra.
Anche esperienze odontoiatriche dolorose o mal gestite possono contribuire allo sviluppo della fobia.
Nonostante ciò, la ricerca apre una riflessione importante: per molti pazienti, la paura del dentista non è un capriccio o una semplice ansia momentanea, ma una risposta emotiva complessa, che affonda le radici nel bisogno di sicurezza e fiducia.
Comunicazione e fiducia: la chiave per curare la paura
Cosa può fare la medicina? Gli esperti suggeriscono di umanizzare il rapporto tra dentista e paziente, ponendo l’accento sulla comunicazione e sull’ascolto empatico.
Un breve colloquio, un linguaggio chiaro e rassicurante o la possibilità di interrompere la procedura quando il paziente lo desidera possono ridurre drasticamente il livello di ansia.
Alcuni studi stanno sperimentando anche approcci psicologici integrati, come la terapia cognitivo-comportamentale o la desensibilizzazione sistematica, per affrontare la paura del dentista in modo graduale e rispettoso.
“Anche un semplice riconoscimento della paura può fare la differenza”, aggiunge Myran. “Quando il paziente si sente ascoltato, la percezione di controllo aumenta e la paura si riduce.”
Una fobia che merita rispetto
L’odontofobia, pur sembrando un problema di poco conto, può portare conseguenze significative: rinviare le cure, sviluppare infezioni o peggiorare patologie dentali.
Ma dietro ogni evitamento può esserci un passato silenzioso, fatto di dolore, abbandono o paura.
Riconoscere questo legame tra corpo e memoria è il primo passo per trasformare il dentista da fonte di ansia a luogo di fiducia e cura autentica.








