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Foto di Nino Liverani su Unsplash

Dall’alba dei tempi, l’uomo non è mai stato soddisfatto veramente di se stesso, perlomeno dal punto di vista estetico. Forse in pochi non ci hanno mai pensato durante la loro vita, ma se per alcuni può trattarsi solo di un fastidio, per alcuni è un peso non indifferente. Al giorno, con la felicità con cui si può cambiare qualcosa del proprio aspetto grazie alla chirurgia, i limiti sono pochi e l’accessibilità al massimo, ma bisogna andarci piano, anche con le operazioni per diventare più alti.

Le operazioni per aumentare la propria altezza non sono qualcosa di nuovo, ma in passato era pensate solo per individui con problemi importanti, come una differenza di lunghezza degli arti inferiori. Perché? Perché si tratta di qualcosa di molto doloroso che ha con sé diversi effetti collaterali. Purtroppo, l’avvento dei social network ha spinto sempre più persone a intraprendere il percorso non curanti del dolore.

 

Il dolore dietro le operazioni per diventare alti

Su cosa di basano le operazioni per diventare alti? La procedura prevede la rottura, in modo preciso e chirurgico, delle ossa delle gambe, femore sopra e tibia sotto, distanziarli e permettere una ricrescita del tessuto delle ossa che cercare di riunire i pezzi, allungandosi di fatto. Tutto questo viene svolto con l’ausilio di impalcatura che si agganciano ai pezzi d’osso per tenerli dritti. Questo dispositivo serve anche successivamente per allungare ulteriormente l’osso giocando sul fatto di ricrescita.

Nel giro di qualche mese si può arrivare a diventare più alti di circa sei centimetri per osso quindi dodici centimetri in totale. Ma qui si sta concentrando sulle ossa che per quanto sia paradossale, si adattano meglio a operazioni del genere. I tessuti che fanno più fatica sono i muscoli, i tendini, la cartilagine. Il risultato è che spesso si perde molto in mobilità tanto dal non riuscire più a camminare.