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È un dilemma comune tra i lettori: cosa fare quando un libro non riesce a catturare il nostro interesse? Molte persone si trovano in difficoltà nell’abbandonare un libro a metà, anche se non lo stanno apprezzando. C’è un senso di colpa nel non terminare ciò che si è iniziato, come se si tradisse la storia e le parole dell’autore. Ma perché continuiamo a leggere anche quando non ci piace?

In realtà, non c’è nulla di male nell’ammettere che un libro non sia di nostro gradimento e abbandonarlo. È importante capire che i libri sono soggettivi e ciò che non piace a uno potrebbe essere apprezzato da un altro. Inoltre, lasciare un libro che non ci coinvolge può essere un modo per risparmiare tempo e concentrarsi su letture più soddisfacenti.

Tuttavia, c’è un argomento interessante che suggerisce di continuare a leggere anche i libri che non ci piacciono: essi possono aiutarci a comprendere meglio i nostri gusti e le nostre preferenze di lettura. Attraverso il confronto con ciò che non ci soddisfa, possiamo delineare meglio ciò che cerchiamo in una storia e perché certi autori ci affascinano. Questi libri ci spingono a riflettere sulle nostre preferenze e ad affinare le nostre capacità critiche.

Inoltre, leggere libri che non ci entusiasmano può farci apprezzare ancora di più le letture che ci coinvolgono davvero. Il contrasto tra ciò che non ci piace e ciò che amiamo può rafforzare il nostro amore per la lettura e renderci più consapevoli dei nostri interessi letterari.

Quindi, anche se può sembrare controintuitivo, non sottovalutare l’importanza di continuare a leggere anche i libri che non ti conquistano. Ognuno di essi potrebbe insegnarti qualcosa di nuovo su te stesso e sul mondo della letteratura.