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Non tutti invecchiano nello stesso modo, ma a livello generale ci sono aspetti abbastanza comuni. Tra questi c’è il fatto che verso i 70 anni si diventa improvvisamente più fragili rispetto anche a soli pochi anni prima. Secondo una nuova teoria una spiegazione dietro a questo cambiamento è un cambiamento della composizione del sangue e dell’invecchiamento cellulare della sua produzione. Tale trasformazione porta a nuovi rischi come tumori dello stesso e anemia e allo stesso tempo questo diminuzione l’efficacia nel combattere le infezioni.

Le parole dei ricercatori dell’Università di Cambridge: “La cosa eccitante di questo lavoro è che potrebbe esserci un insieme comune di processi al lavoro. In definitiva l’obiettivo sarebbe rallentare o intervenire nel processo di invecchiamento, ma almeno vediamo un’opzione per utilizzare questo per misurare l’età biologica”.

 

Invecchiamento e fragilità

Il motivo riguarda la produzione di nuovi globuli rossi e bianchi. Generalmente sotto i 65 anni questi sono prodotti da quasi 200.000 diversi tipi di cellule staminali. Oltre a quest’età la produzione diversificata sostanzialmente crolla tanto che sono state contate in media appena 20 cellule staminali diverse responsabili di tutta la produzione di ambe due i globuli. Il problema principale riguarda il fatto che può capitare spesso che alcune di queste cellule producano globuli pochi efficaci. Va da sé che se sono decine di migliaia che producono il tutto, qualche mutazione non è un pericolo, ma con solo 20, anche 1 una sola cellule danneggiata cambia tutto.

Prevediamo che questi fattori portino avanti anche il declino della diversità delle cellule staminali del sangue associata all’invecchiamento. È possibile che ci siano anche fattori che potrebbero rallentare questo processo. Ora abbiamo l’entusiasmante compito di capire come queste mutazioni scoperte di recente influenzino la funzione del sangue negli anziani, così possiamo imparare come ridurre al minimo il rischio di malattie e promuovere un invecchiamento sano”.