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Come ormai è noto ai più, la permanenza in orbita causa diversi cambiamenti fisici agli astronauti. Stare per un periodo prolungato lassù vuol dire invecchiare più velocemente parlando in generale mentre nello specifico c’è la perdita di massa ossea e muscolare. Anche il cervello in sé subisce diversi cambiamenti nelle varie materie di cui è composto, ma recentemente se si è scoperto che lo spazio ha anche un altro effetto.

Gli astronauti tendono a subire quello che viene chiamato ricablaggio neuronale. Tramite risonanza magnetica su 12 cosmonauti russi si è visto che proprio il cambio della materia bianca del cervello hanno cambiato in parte le microstrutture legate alle comunicazioni interne dell’organo e quelle verso il resto del corpo. I cambiamenti in questi sembrano essere in parte temporanei, ma non tutti quanti.

 

Altri effetti dello spazio sul cervello

Le parole ricercatori: “Considerando la diversa fisica e cinestesica che si applicano all’ambiente estremo dello spazio e l’ipotesi che questi abbiano effetti significativi sulla rappresentazione e sul controllo del corpo da parte del cervello, si sospetta quindi che questi tratti riflettano questa alterata funzione sensomotoria mostrata nei viaggiatori spaziali. I cambiamenti strutturali che abbiamo inizialmente riscontrato nel corpo calloso sono in realtà causati dalla dilatazione dei ventricoli che inducono spostamenti anatomici del tessuto neurale adiacente.”

Sono così strani questi cambiamenti dovuti allo spazio? Non proprio. Di fatto si può parlare di un semplice meccanismo di adattamento del cervello all’ambiente circostante. Le necessità fisiche cambiano e di conseguenze il corpo trovare un modo alternativo di diventare utile o più efficiente.