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Nel ricchissimo universo delle criptovalute è possibile imbattersi in prodotti con caratteristiche e possibili utilizzi molto differenti. Il Bitcoin ha una sua caratteristica: viene utilizzato principalmente per favorire i suoi promotori. E usarlo per lo shopping, come fossero “soldi veri”? È possibile, ovviamente, in alcuni negozi fisici come in rete, ma non ovunque. E’ forse questa la vera fortuna della Bitcoin Revolution.

Perché pagare con una valuta che ha la possibilità di raddoppiare di valore in meno di due mesi, come è successo? E, viceversa, perché accettare di essere pagati con i Bitcoin, che domani potrebbero valere di più, ma che possono perdere facilmente il 12% del loro valore in tre giorni come è successo tra il 21 e il 24 febbraio?

Il mondo di queste criptovalute non è poi così stabile. Ed anima il dibattito tra i favorevoli e i meno favorevoli. Il Bitcoin non è una valuta reale e non è stato progettato per essere proprio questo. Attualmente, il sistema non può supportare un numero di transazioni superiore a 350.000 al giorno in tutto il mondo.

 

Solo per fare alcuni nomi

Elon Musk, il “capriccioso” e carismatico fondatore di Tesla, ha contribuito in modo significativo al recente boom di Bitcoin attraverso i suoi tweet, dicendo che la sua azienda aveva acquistato 1,5 miliardi di Bitcoin e stava considerando la possibilità di accettarlo come mezzo di pagamento nel prossimo futuro. Un progetto di cui poi non se ne farà nulla e, se mai ciò accadrà, è certo che il prezzo di Tesla sarà sempre indicato in valuta locale – anche se il pagamento potrà essere effettuato in Bitcoin in base al prezzo del giorno. Ovviamente non è possibile per un industriale avere un prezzo di listino in Bitcoin, non sarebbe gestibile.

Le valute emesse dalle banche centrali sono ad oggi le uniche a svolgere una funzione essenziale: permettere il buon funzionamento dell’economia. Esse da sole sono sufficientemente stabili da servire come misure di valore e strumenti contabili, da spendere in cambio di beni e servizi o da risparmiare. La quantità messa in circolazione è oggetto di un attento studio affinché sia ​​costantemente adeguata alle esigenze e che la moneta possa assolvere al meglio la sua funzione. Si può discutere dell’efficacia di questo sistema e osservare, come si è fatto all’origine delle criptovalute, che non impedisce periodi di eccessiva espansione del credito bancario seguiti da periodi di recessione.