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Circa 70 milioni di anni fa, quando i dinosauri vagavano ancora sulla Terra, un’anomalia genetica ha iniziato il processo che ha portato alcune piante a diventare carnivore. Per studiare l’evoluzione delle piante carnivore, un team di botanici e biologi ha confrontato il genoma e l’anatomia di tre specie moderne, tutte appartenenti alla famiglia delle Droseraceae: la dioneia (Dionaea muscipula), la pianta della ruota idraulica (Aldrovanda vesiculosa) e la meridiana con foglie di cucchiaio (Drosera spatulata).

Gli scienziati hanno scoperto un processo in tre fasi per raggiungere questo gusto per la carne. In primo luogo, circa 70 milioni di anni fa, un antenato non carnivoro di queste tre piante ha subito una duplicazione dell’intero genoma, generando una seconda copia di tutto il suo DNA.

Questa duplicazione ha liberato una delle copie dei geni foglia e radice per diversificarsi, consentendo loro di svolgere altre funzioni. Alcuni geni fogliari si trasformarono in geni trappola, mentre i processi di nutrizione e assorbimento carnivori erano guidati da geni che altrimenti avrebbero servito radici che cercavano nutrimento nel suolo.

La seconda fase si è verificata quando le piante hanno iniziato a ricevere nuovi nutrienti dalla preda. A quel tempo, le foglie e le radici tradizionali non erano più necessarie. Molti geni che non erano coinvolti nella nutrizione carnivora iniziarono a scomparire.

Infine, nella terza fase, le piante hanno subito cambiamenti evolutivi specifici del loro ambiente. Radici e foglie si sono evolute in una trappola. E’ quanto è stato scoperto dai ricercatori, il cui studio è stato pubblicato a maggio sulla rivista Current Biology.

I geni, che in precedenza erano utilizzati per cercare e assorbire i nutrienti dal suolo, sono ora necessari per creare gli enzimi utili per digerire i nutrienti delle prede. I geni precedentemente utilizzati nelle ghiandole che secernono il nettare per attirare gli insetti impollinatori sono chiamati nelle trappole, dove producono sostanze per attirare le prede.

Il nuovo studio rivela che la maggior parte delle piante con foglie e radici contengono il materiale necessario per diventare carnivore e, secondo i ricercatori, questo processo in tre fasi mostra come, nel tempo, “antiche piante non carnivore si siano evolute per diventare cacciatori abili verdi sul pianeta“.