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Gli scienziati hanno scoperto che i suoni prodotti dalle aragoste Palinurus possono essere rilevati fino a quasi tre chilometri di distanza. Queste aragoste – elefanti Palinurus – emettono suoni stridenti quando si strofinano le basi delle loro antenne, non solo a scopo di comunicazione ma anche per allontanare i predatori.

Per comprendere meglio questi rumori, un team di scienziati ha registrato oltre 1.500 suoni prodotti da 24 aragoste nella baia di Saint Anne du Portzic, in Francia, utilizzando idrofoni situati a distanze comprese tra 0,5 e 100 metri dai crostacei, che avevano dimensioni diverse.

 

Lo studio

Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Reports, i suoni prodotti dalle aragoste più piccole potevano essere registrati solo a distanze fino a 50 metri. Tuttavia, i campioni più grandi hanno prodotto suoni rilevabili a una distanza di circa 100 metri.

Esaminando come l’intensità del suono diminuiva a distanza e tenendo conto degli alti livelli di rumore nelle acque della baia, gli scienziati hanno stimato che i suoni prodotti dagli animali più grandi potevano essere rilevati fino a 400 metri di distanza.

Inoltre, il team suggerisce che i crostacei più grandi – quelli di lunghezza superiore a 13 centimetri – producono probabilmente suoni che possono essere rilevati fino a tre chilometri in condizioni diverse, ad esempio in acque con livelli di rumore ambientale inferiori rispetto al di questa baia.

Queste aragoste, che si trovano solitamente sulle rive del Mediterraneo, sono tra i crostacei più apprezzati sul mercato e possono essere vendute a prezzi che vanno dai 40 ai 120 euro al chilo.

Proprio per questo motivo, decenni di pesca intensiva hanno contribuito a un notevole declino della popolazione dagli anni ’70, portando questo animale a essere classificato come “vulnerabile” nella Lista rossa dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).