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Poche settimana fa è stata scoperta una cometa abbastanza vicina a noi. La distanza è ovviamente relativa alle misure spaziali, ma lo è tanto da poter essere vista ad occhio nudo, perlomeno il 27 maggio. La sua prima individuazione risale all’inizio di aprile. Un astronomo, Micheal Mattiazzo, la intravide grazie a un telescopio della NASA, il Solar and Heliospheric Observatory.

Da questa prima osservazione, la cometa si è sempre fatta più visibile e il suo culmine lo raggiungerà proprio il 27 maggio. L’oggetto spaziale volante dovrebbe raggiungere il perielio in quella nottata. Una volta superato questo punto invisibile, la traiettoria gli farà continuare il viaggio verso l’esterno del nostro Sistema Solare.

 

Il passaggio della cometa

Ci si aspetta di vedere uno spettacolo luminoso, per quanto effimero. Come ogni corpo celeste che prende il nome di cometa, la suddetta è costituita principalmente da gas ghiacciati. Si può trattare di acqua di metano, ammoniaca e anidride carbonica. A differenza di quella che si pensa normalmente, il colore della coda di una cometa non dipende dalla sua formazione, ma principalmente dalla sua traiettoria.

La coda può presentarsi con due colori diversi, generalmente. O è azzurra o gialla. Nel primo caso l’oggetto segue un’orbita che la fa volare più dritta e rivolta in direzione opposta rispetto al nostro sole. Nel secondo caso invece ne presenta una più curvilinea. Nel primo caso si tratta di una coda di ioni e nel secondo di una coda di polveri. In ogni caso, aguzzate bene la vista e incrociate le dita.