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L’attuale situazione legata alla pandemia di coronavirus non sta solo costringendo i governi a prendere decisioni difficili. A dover cercare di confrontarsi con il Covid-19 sono anche le grandi aziende, soprattutto quelle che sono così ramificate che hanno più esercizi in più paesi. Tra questi c’è Apple la quale sta ripetendo la scelta fatta in Cina, ma su scala globale.

Se a febbraio il CEO del colosso statunitense aveva fatto sapere di aver chiuso temporaneamente i 42 store ufficiali nel paese, a metà marzo ha replicato. I 500 negozi sparsi in giro per il mondo chiuderanno almeno fino al 27 marzo. Dopo tale data si deciderà caso per caso, molto probabilmente. Nel tempo stesso di questa decisione, sono invece stati riaperti proprio i 42 negozi in Cina.

 

Coronavirus e Apple

In quest’ultimi il lavoro sta riprendendo gradualmente, mentre per il resto dei dipendenti che staranno a casa fino a fine marzo, e forse anche più, ci sarà una vacanza forzata, ma stipendiata. La scelta è stata praticamente obbligata e non tanto solo per evitare di favorire il contagio all’interno di luoghi chiusi come questi negozi, ma anche per un altro motivo.

Il rallentamento della produzione industriale ha di per sé messo in difficoltà la società sotto diversi aspetti. Oltre a dover rimandare la presentazione del prossimo iPhone economico, c’è una penuria di pezzi di ricambio per oltre che di iPhone sostitutivi. Anche se i poli in Cina hanno ripreso gradualmente a produrre, gli effetti si sentiranno nelle prossime settimane. Nel frattempo, tutto rimarrà chiuso.