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Elon Musk, con le sue tante compagnie, ha iniziato numerosi progetti affascinanti, e alcuni controversi. Tra quest’ultimi rientra sicuramente Starlink. Cos’è? Si tratta sostanzialmente di un enorme agglomerato di piccoli satelliti che una volta in orbita offriranno l’accesso a una rete Internet anche nei posti più remoti. Questa è l’idea.

Il progetto prevede di lanciare 12.000 satelliti nell’orbita bassa della Terra. Attualmente ce ne sono in orbita 302 e quelli operativi sono 297. A cadenze quasi regolari vengono spediti nuovi satelliti a gruppi di 60. C’è un problema. Così tanti oggetti in orbita stanno disturbando le osservazioni dei telescopi.

 

Starlink, gli astronomi e l’osservazione dello spazio

Le parole della International Astronomical Union in merito a tutto questo: “L’IAU considera preoccupanti le conseguenze delle costellazioni satellitari. Avranno un impatto negativo sui progressi dell’astronomia terrestre, della radio, dell’ottica e dell’infrarosso e richiederanno la deviazione delle risorse umane e finanziarie dalla ricerca di base allo studio e all’attuazione di misure di mitigazione“.

Uno degli aspetti che viene sottolineato è l’assenza di linea guida globali per quanto riguarda il lancio di oggetti in orbita. Il problema più grande non riguarda tanto l’oggetto, ma la sua luminosità. “L’IAU osserva che attualmente non esistono regole o linee guida concordate a livello internazionale sulla luminosità degli oggetti artificiali in orbita. Mentre fino ad ora questo non era considerato un argomento prioritario, ora sta diventando sempre più rilevante.

L’IAU sottolinea che il progresso tecnologico è reso possibile solo da progressi paralleli nelle conoscenze scientifiche. I satelliti non funzionerebbero né comunicherebbero correttamente senza i contributi essenziali di astronomia e fisica. interesse a preservare e sostenere il progresso della scienza fondamentale come l’astronomia, la meccanica celeste, la dinamica orbitale e la relatività.