solidarietà

Il suo “ospedale” è sotto il cielo di Firenze, precisamente alla stazione centrale. I suoi pazienti, i più poveri. A lui ci si riferisce come “a uno qualsiasi”, con un nomignolo, spesso affettuoso, ma raramente con il nome. E’, a volte, “l’iraniano”, altre il “dottore” e per alcuni addirittura il “babbo”. Il suo passaggio è atteso come un treno che ai binari più vicini sta per arrivare, ogni sabato, sulle scale d’ingresso di Santa Maria Novella.

Questa è la storia di Bahman Noubari, oggi 59 anni, e alle sue spalle la Vita. Seppure aA sua volta cresciuto nella povertà, è proprio questo suo passato affine a renderlo così solidale con gli ultimi. E’ “l’amico dei poveri“, come spesso viene definito, perchè si presenta a loro senza mai le mani vuote.

Ed è un medico, al quale da bambino fu data la possibilità di studiare diventando, oggi, neurochirurgo dell’equipe del professor Alessandro Della Puppa, a Careggi.

 

Chi è Bahman Noubari

“L’amico dei poveri” ha iniziato ad aiutare i più bisognosi già da alcuni anni. Nelle stazioni che usava come proprio ospedale per gli ultimi c’è chi lo ricorda con borse piene di cibo e provviste. 

Ed  lui stesso a racocntarsi: “Ho iniziato questa attività spinto da mia madre, che mi ha sempre sensibilizzato all’aiuto verso le persone meno fortunate di me e oggi sono ancora più convinto di quello che faccio dal momento che la mamma mi ha lasciato una settimana fa. Non sono legato né ad associazioni e tantomeno a cooperative. Questa è una cosa tutta mia”.

Ma si starebbe per ore ad ascoltare la sua leggerezza d’animo: “Io sono nato povero e ho avuto la fortuna di incontrare una persona speciale, il prete operaio Concetto Greco che ho conosciuto a 18 anni quando abitavo a Catania e per vivere facevo il fabbro nel quartiere più povero della città, il Pigno. Lui mi aiutò, mi trovò un nuovo lavoro come pulisci-scale e, grazie a ciò, ho finito l’università. Io adesso restituisco in qualche modo tutto ciò, perchè aiutare i meno fortunati fortifica la mia anima e il mio spirito“.