Il centro di ricerche Enea a Roma ha realizzato delle speciali serre in cui studiare la resistenza delle piante nelle stesse condizioni presenti su Marte, come la microgravità e l’esposizione a radiazioni solari e raggi cosmici.

 

La coltivazione nello spazio

In queste serre si cerca di produrre dei tipi di piante che possano essere coltivate in piccoli spazi e senza bisogno di terra, da poter coltivare negli shuttle in orbita nello spazio, per fornire cibo e ossigeno agli astronauti.

Le ricerche sono concentrate su piante ricche di antiossidanti in quanto in grado di accumulare pigmenti violacei come le antocianine.

 

Dallo spazio alle fabbriche, le piante che proteggeranno l’umanità

Con le stesse tecniche di modifica del Dna si sta provando anche ad ottenere un tipo di piante che possa produrre anticorpi antitumorali e vaccini veterinari in grande quantità, la tipologia prescelta per queste ricerche è una lontana parente del tabacco.

Sfruttando le tecniche genomiche e la ricerca sulla coltivazione senza terreno, saranno resi disponibili medicinali e cibo in grandi quantità per far fronte alle necessità di una popolazione mondiale crescente (nel 2030 potrebbe toccare i 9 miliardi secondo le Nazioni Unite). Come ha spiegato Eugenio Benevento, responsabile del laboratorio di biotecnologie dell’Enea, la coltivazione senza suolo permette di poter coltivare in aree ristrette, come palazzi, edifici e fabbriche abbandonate, a Londra si sta sperimentando persino nella metropolitana.

Le piante del futuro saranno fonte di cibo e medicinali, disponibili in grande quantità e quindi con costi più bassi, ed aiuteranno non solo la vita nello spazio, ma anche quella sulla Terra. E chissà, magari un giorno, le coltiveremo su Marte!