Un piccolo favore (A simple favour) è un film di Paul Feig, avente come protagonista Anna Kendrick, Blake Lively e Henry Golding. Nelle sale da un paio di settimane, racconta l’amicizia nata tra due madri molto diverse: la sempliciotta ed ingenua Stephanie e la conturbante e sofisticata Emily. La prima è una Youtuber che propone ricette destinate a donne di casa o provette cuoche, mentre la seconda è la Pr di una griffe. Stephanie è una vedova (il marito è morto in un incidente stradale insieme al fratello di lei), mentre Emily vive in una lussuosa casa con il marito: un affascinante scrittore in crisi dalle origini esotiche.

Parallelamente ai loro rispettivi figli, anche le due donne cominciano a frequentarsi e man mano vengono fuori le loro diversità, le quali però fungono anche da poli attrattivi per un ottimo affiatamento. La svolta per la loro amicizia, e per la trama del film in generale, arriva quando Emily chiede a Stephanie di tenergli un po’ il figlio essendo molto impegnata per lavoro.

Tuttavia, non passerà più a prenderlo e così la seconda, nel tentativo di capire che fine abbia fatto, inizia a scoprire anche tanti lati nascosti della sua vita. Inizia così una serie di colpi di scena, nei quali vittime e carnefici si fondono e confondono. Finendo financo per collaborare.

 

Un piccolo favore… e una grande confusione

Paul Feig ha provato a confezionare un giallo sui generis. Ma la sua filmografia parla chiaro, anche in questo ultimo lungometraggio. Di fatti, dopo un inizio che si svela lentamente (come dovrebbe sempre accadere in una pellicola) il film diventa intrigante quando entra nel vivo. In particolare, quando Stephanie scava nel passato di Emily.

Tuttavia, la verve ironica e perfino grottesca di Feig viene fuori alla distanza, quando la pellicola inizia a scadere nel grottesco. Con la trama che si avvita su se stessa, complice il tentativo del regista americano di spiazzare costantemente lo spettatore. I potenziali colpevoli cambiano continuamente, fino al punto che non si capisce chi sia il colpevole di cosa.

Lo spettatore, pertanto, finisce in realtà in uno stato confusionale e immerso nell’irrealtà, fino alla svolta demenziale finale. Che chiude malamente il film. Forse nel tentativo di scimmiottare in malo modo una impronta di tarantiniana memoria.

Apprezzabile però la dedica a “Sabrina, vita da strega”.  Serie Tv cult della quale il regista fece parte come attore.

Le due attrici protagoniste, comunque, indossano bene gli abiti dei propri rispettivi personaggi. Si incastrano bene ed, in fondo, la loro bravura finisce per risultare perfino sprecata.

Un piccolo favore, insomma, è stato presentato come un thriller rievocante perfino una Serie Tv cult come I segreti di Twin Peaks. Dove “Che fine ha fatto Laura Palmer?” viene sostituito con “Che fine ha fatto la bella Emily?”. Ma il trailer confezionato per promuoverlo è alquanto lontano da ciò che è il film. Più del solito.

VALUTAZIONE: 2/5